Una notte di Pura Poesia a Roma: Franco Battiato e Alice, Auditorium parco della musica

In una splendida serata romana, nella Cavea, la parte esterna dell’auditorium progettato da Renzo Piano, si assiste a quasi due ore di pura e semplice poesia.

La prima parte del concerto è tutta nella calda e accogliente voce di Alice, splendida ed elegante, tiene il palco con classe, delicatezza e grande professionalità.

Il pubblico è catturato dalla sua presenza e fioccano gli applausi a scena aperta e prolungati,non è possibile resisterle. Quando alla fine della sua performance iniziano le note di “Per Elisa” si viene tutti trasportati in un’epoca lontana, in cui capelli cotonati e spalline erano la normalità. E d’altra parte colpisce l’attualità della musica e del testo,un tuffo nel passato e nel futuro allo stesso tempo.

E poi arriva lui, con un passo stanco, quasi dismesso, si siede su un piccolo divano e comincia a snocciolare un capolavoro dopo l’altro, con voce ferma e decisa, impaziente con l’orchestra, perchè lui vuole cantare e finire presto, come se gli costasse stare lì.

E nell’aria c’è il profumo di amori passati, di estati da ragazzi, di neve e freddo, e poi di amore che dura in eterno. Perchè le sue canzoni sono cartoline di vita, sono fotografie di posti che non abbiamo mai visto, sono racconti di amore che vorremmo vivere.

E poi quella voce sussurrata in “La Canzone dei vecchi amanti” quel “mio amor, mio dolcissimo meraviglioso amor” cantato con una delicatezza struggente. Quella voce che poi diventa decisa e forte in “Povera patria”,e tu che sei lì e ascolti la senti, senti che “cambierà”…

e nel momento in cui iniziano le note di “Voglio vederti danzare” cambia tutto davvero, il pubblico non sta più seduto, ballano tutti, Franco Battiato si alza e inizia a dondolarsi anche lui, e in quel momento è solo gioia, poesia, comunione di un momento unico.

Non esistono differenze, non esiste prima fila e balconata, esiste solo la musica.

E poi i duetti, voci che si rincorrono, senza virtuosismi ma solo per raccontare una storia.

Il concerto finisce e pian piano ci si incammina per le vie di Roma, splendida nella notte, e di fronte a Fontana di Trevi, al Pantheon, a Piazza del Popolo, a Trastevere non si può fare a meno di pensare alla Bellezza.

Il mondo ha solo bisogno di ricordarsi la Bellezza.

E allora lasciamo che sia la musica a parlare

Let music speak, let love rules.

 

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